La mente liquida e la mente solida

di Samuele Filomena

Il mare

È sufficiente osservare il mare di notte con la luna piena. Si insinua nella terra e la ricopre. È calmo, ma allo stesso tempo può essere agitato. È il luogo delle origini, di quando eravamo pesci o feti. Quanto è difficile uscire fuori e conquistare un lembo di terra dove poter esistere.

Il corpo e la mente

La psicoanalisi è la scienza della mente, ma non può esistere una mente senza un corpo. Il funzionamento fisiologico va dalla concezione del feto fino alla sua nascita fisica e ai primi due mesi dell'esistenza extrauterina. Solo allora, intorno alle otto settimane di vita, la mente inizia a emergere dal corpo, se il neonato ha ricevuto dalla madre l'illusione di una continuità con la vita intrauterina.

La mente è fatta di una sostanza un po' più leggera della materia e per questo ha bisogno, per essere compresa, di una scienza diversa dalle altre: la psicoanalisi appunto.

Due forze

Il fenomeno dell'ambivalenza, come anche le patologie bipolari, può essere spiegato solo se teniamo in considerazione non una ma due forze che operano contemporaneamente nella mente di ognuno di noi. Qui si fa vivo il problema dell'ambiguità: il paziente da una parte vuole stare meglio, ma allo stesso tempo inizia a sentire il pericolo del cambiamento.

Fino ad anni recenti la psicoanalisi si è basata sulla libido e sulle sue vicissitudini, tralasciando l'aggressività o considerandola sussidiaria alla libido. Come Freud ci dice nella lettera a Marie Bonaparte, invece, è proprio l'aggressività, all'inizio della vita, a essere rivolta verso l'esterno, mentre tutta la libido è rivolta all'interno e garantisce la coesione del Sé. Con la presenza di una figura che si occupa del bambino e che provvede all'illusione della non discontinuità con lo stato intrauterino, il neonato disinveste l'aggressività dal mondo esterno per poter investire gli oggetti con la libido.

Erroneamente l'aggressività è considerata una forza distruttiva; qui è invece una forza vitale volta alla sopravvivenza e, in particolare, allo sviluppo di un sistema oro-gastrico che permette l'assunzione di cibo liquido (latte) e quindi la crescita corporea. La libido, invece, è una forza che mantiene i legami con gli altri e assicura la dipendenza.

Il funzionamento liquido

Alla nascita vengono attivate le sole funzioni corporee e, nel giro di pochi mesi, emerge una prima modalità di funzionamento in cui non vi è distinzione tra il soggetto e l'oggetto: una funzione altamente imitativa della mente rispetto alle funzioni corporee. All'inizio la mente non ha una unità, è frammentaria e non integrata, si basa sulle sensazioni. È un mondo soggettivo e per i primi mesi questa è la modalità prevalente di funzionamento.

Naturalmente, anche se il neonato allatta, non possiamo ancora parlare di una funzione orale: la suzione è la scarica per via muscolare dell'aggressività primordiale. Gaddini parla di imitazione e di come il corpo funzioni come organo di percezione, cambiando in risposta all'ambiente, e poi delle incorporazioni, che precedono le introiezioni, e delle proiezioni.

La nascita psicologica e il funzionamento solido

Solo con la nascita psicologica, intorno ai sei-otto mesi, attraverso il processo di separazione-individuazione dalla madre, il bambino inizia a percepire l'altro come diverso da Sé (oggetto oggettivo). La madre diventa una madre oggetto, a differenza della madre ambiente. Iniziano a funzionare meccanismi più evoluti di introiezione e proiezione, e un primo oggetto interno comincia a insediarsi nel Sé infantile.

Prima di questo periodo le cure materne hanno permesso al Sé di illudersi e di creare uno spazio interno, distinto dall'esterno da una barriera, dove il primo oggetto si insedia. Ma l'oggetto madre viene dal di dentro: la madre diventa prima estranea e poi esterna al bambino, con la catastrofe della separazione.

Con la comparsa dei primi denti, la formazione dell'intestino e l'ingestione di cibo solido, il bambino aggiunge un'altra modalità di funzionamento alla precedente, che continua a esistere. Seguono la differenziazione tra sistema urinario e fecale e l'incorporazione fisica che diventa introiezione e proiezione dell'oggetto interno, creato dalla frustrazione dell'assenza. L'integrazione tra l'imitazione iniziale e i processi di proiezione e introiezione permette un ulteriore funzionamento (uso dell'oggetto): l'identificazione, forma adulta e matura di interagire nel mondo con gli altri.

Le differenze tra funzionamento liquido e solido sono evidenziate nella letteratura psicoanalitica da diversi autori: la differenza tra madre ambiente e madre oggetto di Winnicott, che ci parla anche degli elementi maschile e femminile puri; l'analogia dell'ameba di Freud, dove il corpo si differenzia dai tentacoli sensoriali; la psico-sensorialità e la psico-oralità di Gaddini. Un bambino simbiotico può essere scambiato come se fosse autistico.

Il duale: madre, padre, Edipo

Lo sviluppo della mente individuale deriva da una relazione duale tra il bambino e la madre e porta alla creazione, nei primi anni di vita, di due oggetti interni nella mente infantile.

Con lo sviluppo del linguaggio e del camminare, strettamente connessi al respirare, il bambino diventa più autonomo intorno al primo anno di vita. Qui compare sulla scena il padre, il primo oggetto esterno, e da questo oggetto si differenzia il secondo. All'inizio egli è un duplicato della madre: è il periodo della scena primaria, in cui i due oggetti sono sovrapposti e iniziano a differenziarsi. Un oggetto che all'inizio si duplica per poi sdoppiarsi. Questo permette l'insediarsi nella mente del bambino del secondo oggetto, e il processo occupa tutto il secondo anno di vita.

Tra il secondo e il terzo anno viene rappresentata nella mente infantile un'altra funzione, quella della riproduzione, del rapporto dei due oggetti che hanno dato vita al bambino. Solo in questo momento inizia il complesso di Edipo, che nel giro di un anno si dissolve per fare posto alla ricerca di un oggetto esterno. Tutto questo viene però congelato dal periodo di latenza, ed è solo durante l'adolescenza che la ricerca potrà avere inizio.

Considerazioni tecniche

Questo modello presuppone due tipi di intervento durante il trattamento: uno di tipo interpretativo e uno di tipo contenitivo.

È il terapeuta che, con la conoscenza di Sé, può usare la propria soggettività in modo oggettivo per comprendere l'altro. L'incontro di due menti produce un campo, e tutto ciò che accade dall'incontro è una co-costruzione. Le considerazioni tecniche che possono aiutarci nella relazione con i pazienti sono principalmente due: avere consapevolezza del livello di funzionamento in cui si trova il paziente e poter scendere allo stesso livello, senza stare a un livello superiore o diverso. Se l'altro ha un funzionamento primitivo, questo è difficile per il terapeuta.

In generale, chi ha una storia di esperienze traumatiche funziona a livello liquido. Nel bambino, e in età evolutiva, la complicazione, oltre alla coppia genitoriale, viene soprattutto dal fatto che sono in atto forze evolutive e non una configurazione mentale stabile.

Riferimenti

S. Freud, in particolare la lettera a Marie Bonaparte del 1937, riportata nell'introduzione al Disagio della civiltà; S. Ferenczi, Il bambino non accolto e l'istinto di morte; D. W. Winnicott, Gioco e realtà, in particolare il capitolo V; E. Gaddini. Dello stesso autore: The Liquid and the Solid Mind (Aracne Editrice).

Dello stesso autore, il libro: The Liquid and the Solid Mind (Aracne Editrice).